La nostra storia

La Storia della Fenice inizia con Beppi Bellavita che era un uomo straordinario.

Un uomo che ebbe il coraggio, nell’ormai lontano 1991, di abbandonare il suo precedente lavoro ed ogni sicurezza per gettarsi coraggiosamente alla fondazione di una Azienda. Come raccontava in una sua intervista, considerava la sua professione: ”Una professione che è curiosamente nata da un viaggio in Irlanda dopo aver visitato il negozio di Tommy Mulloy a Dublino, una vera e propria mecca per gli appassionati di salmone. Prima facevo tutt’altro e lavoravo con diverse multinazionali nel settore dell’abbigliamento sportivo, ma è stata la visita da Mulloy la molla che mi ha spinto a fondare una mia società, La Fenice, con la quale iniziare a esportare i salmoni in Italia”.

Insomma, una vera folgorazione! Da sempre era sia un manager che un goloso, e utilizzava il tempo libero durante le visite di business all’estero alla ricerca e all’assaggio di prodotti alimentari tipici e d’eccellenza. Pensò che il salmone solo non bastava, ed ecco la…. seconda folgorazione!

Il patanegra

Si ricordò di un prodotto, provato a Salamanca, che fece provare ai propri amici ristoratori i quali dissero che era un matto: 800.000 lire del tempo per un prosciutto? Qualcuno gli diede fiducia, e fu così che iniziò ad esportare il Pata Negra.

Da quel momento, la gamma di prodotti cominciò ad ampliarsi sempre di più, e oggi l’azienda che ha lasciato in eredità può contare su una vasta scelta di grande qualità merceologica e vantare la collaborazione esclusiva in Italia con l’azienda J.P. Domecq, oltre ad altre di ampio prestigio, come ad esempio Pais de QuercusAna Marìa, Revilla.

La Fenice oggi

Il signor Beppi Bellavita ci ha lasciati nel giugno del 2015, con una storia partita dal coraggio di lasciare la strada conosciuta, rischiare di “bruciarsi” e rinascere come la mitologica Fenice, e continuare con determinazione e voglia di rinnovarsi nel proprio percorso di “esploratori del gusto”.

Un insegnamento di vita valido per tutti a rinnovarsi sempre e a non demordere.

La storia della Fenice e del prosciutto Pata Negra